Un mattutino ritrovato: "essere donna"…
|Dal "Mattutino" del quotidiano "Avvenire" del giorno 8 marzo 2005, vi proponiamo integralmente uno scritto di monsignor Gianfranco Ravasi.
Anche se ora le trovo spesso irritanti per la loro enfasi apocalittica, molte pagine di Oriana Fallaci in passato mi avevano appassionato e coinvolto. Così era accaduto per lettera a un bambino mai nato dalla quale estraggo lo spunto per questa che è la tradizionale "giornata della donna".
È vero, infatti, che per secoli e secoli "e in certo senso anche ai nostri giorni" essere donna è stata una sfida cui molte purtroppo cedono malamente, assimilandosi nei comportamenti e nei pensieri ai maschi, perdendo così un"identità interiore fatta di profili originali, di doni personali, di sensibilità e finezza.
Se si dovessero sfogliare le raccolte degli aforismi, dei proverbi, delle citazioni, si rimarrebbe sconcertati di fronte alla massa enorme di ironie, sarcasmi e contumelie emesse nella storia "anche da autori celebri e venerati" nei confronti della donna.
Così come ora è spesso negativa l’altrettanto costante esaltazione della loro bellezza, vista però come semplice ornamento fisico, destinato a diventare materia commerciale negli spot televisivi accanto ad altri oggetti di lusso.
Essere donna in maniera autentica significa, invece, conservare alcune capacità umane che spesso gli uomini reprimono o ignorano, come la delicatezza, la costanza, la libertà dell"intuizione, la generosità nei sentimenti, la compassione, l’«intelletto d’amore» (come diceva Dante), la tenerezza e così via. Identiche agli uomini come persone, esse hanno una loro originalità da non stingere o estinguere, ma da custodire con coraggio e testimoniare.
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Non mi piace la festa della donna perchè penso che si è donne tutto l’anno per questo non abbiamo bisogno di una festa. Penso che oggi per le giovanissime donne è un po’ più difficili vivere la propria femminilità a differenza di noi donne “mature” che abbiamo lottato per vedere accolti alcuni nostri diritti. Mi fa tristezza vedere come si è tornati alla donna oggetto, a banalizzare alcune conquiste sociali…. Non sono mai stata una femminista ma sono orgogliosa del mio essere donna, della capacità che abbiamo noi donne nel coniugare famiglia, lavoro, impegni semza sacrificare le persone e i sentimenti. Penso chela nostra “marcia” in più è proprio in questa capacità di spendersi in mille situazioni mantenendo unità la propria persona nello svolgersi della propria storia. Abbiamo ancora tanto da dare al nostro mondo a volte affannato… In questo senso auguri alle donne