La sfida educativa: «I ragazzi vanno educati all’uso responsabile dei beni»
|In collaborazione con il quotidiano "Avvenire" vi sveliamo in 12 articoli tutti i nodi da conoscere capitolo per capitolo, del nuovo libro della CEI: "La sfida educativa".

«I nostri adolescenti sono inequivocabilmente i massimi esperti in fatto di consumi – spiega Laura Bovone, docente di sociologia dei consumi all’Università Cattolica di
Milano –. Quando fanno un acquisto, scelgono un capo d’abbigliamento o un certo tipo di telefonino fanno una scelta identitaria». Dimmi cosa compri e ti dirò chi sei, a chi ti ispiri e cosa chiedi al tuo gruppo, alle tue amicizie, a chi vive con te. Al rischio che, dietro a un ragionamento del genere, ci sia la «dittatura dei desideri» e l’ambizione del «tutto e subito», un progetto pastorale può rispondere non certo assecondando, come invece fanno alcuni mezzi di comunicazione, il bisogno egoistico di affermazione e autorealizzazione tipico di qualsiasi sedicenne. Semmai si può fare del tema dei consumi, e dei comportamenti che esso determina, una «nuova frontiera di cittadinanza», sostiene il rapporto. In questo modo, i consumi serviranno «non solo a rassicurare noi stessi e a offrirci nuove esperienze», ma anche a trovare un nuovo equilibrio con chi ci sta a fianco, a partire dai genitori, dai coetanei, dai professori, garantendo così «una nuova socialità e una nuova moralità».


Non esiste una vita trascorsa solo “consumando” prodotti, amicizie ed emozioni. Di questo devono farsi carico genitori ed educatori, approfittando anche dell’attuale periodo di crisi. In tempi di difficoltà economica, bisogni e desideri, secondo i sociologi, coincidono. «Si desidera ciò di cui si ha bisogno, mentre i desideri sono tenuti a bada dai bisogni». Per questo, il momento è propizio per cercare risposte condivise.
Diego Motta