La domenica di Padre Ernesto Della Corte
|Il Battesimo da parte di Giovanni è il momento della manifestazione di Gesù, o forse potremmo anche dire il primo emergere della sua autocoscienza messianica. Dopo la predicazione messianica del suo precursore, Gesù si rivela nel segreto della sua vocazione, viene individuato come quel “più forte” che il Battista aveva riconosciuto nella cerchia dei suoi discepoli.
Così è preparato per la sua missione e può portare a compimento il battesimo con lo Spirito Santo che è stato annunciato. Ciò che manca ai peccatori – l’unione con Dio -, Gesù lo possiede in modo perfetto e insuperabile. Non soltanto mostra partecipazione alla situazione di bisogno dei peccatori, ma ha anche il potere di farli uscire da questa situazione, di concedere il perdono e la riconciliazione con Dio e di donare a quanti desiderano convertirsi una comunione con Dio, quale essi non hanno sperata e non hanno immaginata. Il compito del Figlio prediletto è di rivelare Dio come Padre (cfr 11,27) e di comunicare il suo amore di Padre.
Nel battesimo di Gesù si manifestano i tratti dell’intera sua opera. Egli non viene per i giusti, ma si mette in mezzo ai peccatori. Lo fa in obbedienza alla volontà di Dio e come Figlio suo prediletto, che vive in perfetta comunione con il Padre. Ciò che manca ai peccatori, a lui è dato nel modo più perfetto. Così è in grado di perdonare i peccati e di ricondurre alla comunione con Dio.
Dopo l’Epifania il Battesimo di Gesù è una seconda Epifania e precede la terza, quella di Cana di Galilea, che è l’inizio dei segni del Regno.
Buona Epifania.
Pace P. Ernesto