Giorno della "memoria", solo 64 anni fa…
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Il primo ci riporta alla globalità dell’evento e alla drammacità nel suo contesto mondiale, il secondo vuole raccontare uno spicchio di eroismo, che, rifugge i titoli di prima pagina dei "libri" di guerra, per entrare nel cuore di ognuno e scrivere nei nostri pensieri la speranza di un futuro diverso.
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"Un eroe italiano che ha illuminato un pezzo della storia del nostro Paese. E’ stato un funzionario dello Stato che ha scelto di stare dalla parte della legge dell’uomo. Palatucci rappresenta un modello per quello che deve essere un servitore dello Stato". (tratto da www.polizia di stato.it).
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Nel dizionario italiano la parola memoria indica la facoltà dell’animo di conservare e rievocare esperienze e conoscenze passate. Le cifre, i numeri sono molte volte dimenticate, sfumate, c’è quasi una forma di resistenza passiva che blocca il calcolo, ma la globalità drammatica dell’evento non è sicuramente data solo dai numeri, ma anche dalla crudeltà disumana dei gesti, dalla violenza senza pentimento, dalla semplicità nel perdere tutta la dignità di persona per divenire un semplice numero in un registro di morte. Tutto questo è stato scritto nella pagina più buia della storia dell’uomo. Una storia di pochi anni fa, che purtroppo ha insegnato poco, visto i bagliori di guerra che da più parti sconvolgono il cielo di tante nazioni. Non ci resta in questo giorno che fermarci per un attimo e regalare alle tante braccia alzate nel fumo dei camini della morte, una preghiera, un sorriso, una lacrima, un ricordo, che sia il nostro giorno della memoria, per smettere di dimenticare.
Nella foto in apertura l’ingresso del campo di sterminio di Auschwitz; nella foto a destra Giovanni Palatucci; in quella a sinistra l’interno di una baracca in un campo di concentramento.