"Comunicare" la sfida continua…

Si concluderà domani il seminario per i vescovi responsabili delle comunicazioni sociali nelle Conferenze episcopali, promosso dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Riuniti a Roma da lunedì 9 stanno discutendo sul tema: "Nuove prospettive per la comunicazione ecclesiale. Cambiamenti nelle tecnologie e nella cultura delle comunicazioni: una riflessione teologica e pastorale". L’incontro, informa il Pontificio Consiglio, prende spunto dal messaggio del Papa per la 43ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (24 maggio prossimo), sul tema: "Nuove tecnologie, nuove relazioni. Promuovere una cultura di rispetto, di dialogo, di amicizia". In pratica i vescovi “sono stati invitati – ha dichiarato Mons. Claudio Maria Celli, presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali – da un lato ad approfondire la conoscenza di ciò che sta avvenendo e dall’altro a vedere a cosa la Chiesa è chiamata per essere presente in questa nuova cultura digitale che sta emergendo, vedere cosa oggi può dare e come può intessere un dialogo con questa nuova realtà”. Pertanto il seminario, cui stanno partecipando vescovi dei cinque continenti, è stato strutturato in due momenti: "Una serie di conferenze magistrali – si legge in una nota del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali – durante le quali verranno evidenziate le sfide per la Chiesa e la società, nonché tutti i cambiamenti della comunicazione" e una "riflessione attiva dei vescovi pensando alla redazione di un documento che fungerà da aggiornamento dell’Istruzione pastorale Aetatis Novae del 1992". La prima parte del congresso ha cercato di vedere, capire e incominciare a scoprire alcune linee antropologiche, mentre tra oggi e domani i professori della Salesiana aiuteranno i vescovi a fare un passo ulteriore e a capire come poter essere presenti pastoralmente in questa cultura.
“Dal ’92 a oggi – sono ancora parole di Mons. Celli – le tecnologie hanno fatto dei balzi in avanti e rispetto al ’92 sta emergendo veramente questa cultura digitale che è fatta di nuove realtà. Pensiamo, per esempio, ai social networks dove oggi si incontrano centinaia di milioni di persone”. Ed è per questo che ultimamente la Chiesa sta guardando con molta attenzione al cosiddetto “web 2.0” cui ha recentemente dedicato un convegno di studi.
 

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