Web Liturgia: manutergio e via crucis; come mettere le braccia; il matrimonio e la Bibbia; oli santi; turiferario e il navicolaio
|Don Antonio Sorrentino risponde oggi ai quesiti di Pasquale N. e Maria Rosaria S..
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Pasquale N. chiede: Carissimo don Antonio, durante la Via Crucis siamo abituati ad organizzare ad ogni stazione il cambio delle persone che portano i ceri e la croce. E’ opportuno fare così? O è meglio che siano sempre e solo le stesse tre persone a portare i ceri e la croce dalla prima fino all’ultima stazione? Se avviene il cambio, chi riceve la croce è bene che faccia un inchino ad essa prima di prenderla? Quando all’altare serve solo un ministrante che deve lavare le mani al sacerdote alla presentazione dei doni, il manutergio deve essere tenuto dal ministrante stesso? Se sì, in che posizione? Sul braccio ben piegato o aperto? Oppure il manutergio va lasciato sull’altare? In questo caso, deve stare piegato o aperto? Il Messale Romano a pag. 311 indica come si devono tenere le braccia durante il prefazio. Mi può aiutare a capire la sequenza? Che differenza passa tra allargare le braccia (Il Signore sia con voi) e alzare le braccia (In alto i nostri cuori)? E con le braccia allargate (Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio) significa non cambiare l’atteggiamento di prima cioè le braccia alzate per “In alto i nostri cuori”? Oppure allargarle di più? Alcune volte ho visto invece che al “ Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio” il sacerdote congiunge le mani. E’ corretto fare così?
Don Antonio Sorrentino risponde a Pasquale
- Nei pii esercizi c’è maggiore libertà di organizzazione degli elementi. Forse nella Via Crucis conviene dare il cambio a chi porta la croce o le candele sia per ovviare alla stanchezza sia per consentire una più diretta partecipazione dei ministranti. L’inchino nel ricevere la croce non è prescritto, ma non guasta.
- Se alla Messa vi è un solo ministrante, al lavabo, avendo già egli ambedue le mani occupate, può porgere il manutergio al sacerdote, tenendolo dispiegato sull’avambraccio oppure tra le dita della mano che sorregge il piattino o anche lasciandolo aperto e afferrabile sull’altare.
- Al Prefazio il sacerdote allarga le braccia mentre dice “Il Signore sia con voi”; le alza, dicendo “In alto i nostri cuori”; le allarga (senza più congiungerle e senza chinare il capo, come si faceva un tempo), dicendo “Rendiamo grazie al Signore nostro Dio” e in questo atteggiamento prosegue il Prefazio.
Maria Rosaria S. chiede a don Antonio: il Rito del Matrimonio a pag. 100 prevede la Consegna della Bibbia. Il n. 142 recita: Qualora non sia stata distribuita la santa comunione e il sacerdote (o il diacono) lo ritenga opportuno, viene consegnata la Bibbia agli sposi.
Le chiedo: trattandosi di un rito così significativo ed educativo, bisogna evitare di consegnare la Parola di Dio se è stata distribuito il Corpo di Cristo? Non mi sembra che la distribuzione della Comunione e la consegna della Bibbia si oppongano. Il Messale Romano a pag. 131 sull’Accoglienza degli oli santi durante la Messa nella Cena del Signore il giovedì santo scrive : … e poi depone le ampolle nel luogo adatto loro riservato. Le chiedo: qual è questo luogo adatto? Un ultima domanda: al canto dell’Alleluia per amministrare l’incenso con il turiferario e il navicolaio più agevolmente, il sacerdote può scendere il gradino su cui si trova la sede del celebrante e fermarsi di conseguenza direttamente sul presbiterio? Oppure è bene che il sacerdote stia in piedi accanto alla sede e il turiferario e il navicolaio si avvicino a lui?
Don Antonio Sorrentino risponde a Mariarosaria
- Sì, il nuovo Rito del Matrimonio prevede la consegna della Bibbia agli sposi se il Matrimonio viene celebrato solo con la celebrazione della Parola di Dio, senza la Messa. Però sembra buona cosa consegnarla anche se il rito sponsale è stato inserito nella celebrazione eucaristica, che è il suo contesto più vero, essendo la Messa per eccellenza il sacramento dell’amore.
- Alla processione di ingresso della Messa in Coena Domini, vengono portate anche le ampolle degli olii santi, benedetti dal Vescovo nella Messa crismale; esse vengono poi deposte sull’altare e incensate insieme all’altare. Dopo il saluto e brevi parole del sacerdote sull’avvenuta benedizione e sul significato degli olii santi, le ampolle vengono deposte nel luogo adatto a loro riservato, cioè in una custodia presso la vasca battesimale.
- Prima del Vangelo, il sacerdote infonde l’incenso nel turibolo stando alla sede.